LA ROCCA UBALDINESCA

La rocca ubaldinesca di Sassocorvaro mostra chiaramente l’evoluzione dell’architettura militare in rapporto all’invenzione e all’uso della polvere da sparo e delle nuove armi da fuoco: colubrine, archibugi, armi a gittata, scoppietti: si ingrossano le mura e si eliminano tutti gli elementi che potevano essere di facile bersaglio per il nemico: merlature, caditoie, guardiole sporgenti, e un fossato intorno alla fortezza.
Tuttavia, occorreva difendersi non solo dalle nuove armi, ma ancora anche dalle vecchie. Perciò, anche nella costruzione di nuove fortezze, non si poteva non tenere conto dei vecchi elementi difensivi ed offensivi, come le mura a scarpata, utili per impedire la scalata dei nemici.

Dalla sperimentazione diretta e personale della "diabolica invenzione", Francesco di Giorgio Martini giunse a postulare il principio secondo cui, nell’ideare una fortezza, occorresse realizzare un complesso difensivo che offrisse all’offesa una superficie continuamente sfuggente, che presentasse la sua convessità costantemente rivolta all’assalitore, da qualunque punto provenisse l’attacco.
In base a questi principi teorici, il senese realizzò, unica, la Rocca di Sassocorvaro per Ottaviano degli Ubaldini. Già in fase di costruzione, però, Francesco di Giorgio dovette rendersi conto che al prestigio architettonico non corrispondeva un’adeguata efficienza bellica, dato che le forme tondeggianti riducevano la possibilità di difendere il perimetro. A distanza di anni, dopo aver accumulato una vasta esperienza di cantiere e di campo, il Martini sarebbe giunto a sconsigliare decisamente, nel suo trattato, mura curvilinee per realizzare le mura perimetrali di una rocca, preferendo di gran lunga conformazioni segmentate a lati rettilinei, cioè la forma romboidale o comunque poligonale.
La Rocca Ubaldinesca, dunque, nell’epoca in cui fu costruita, si rivelò un fallimento militare, ma proprio gli stessi elementi per cui si dovette parlare di insuccesso, fondano l’originalità della rocca e ne fanno un esempio unico e sublime di architettura.

 

fondale arca

Per chi l’osserva dall’esterno, la rocca si presenta con una linea sinuosa da cui sorgono tre torrioni semielissoidali raccordati lateralmente da cortine. La parte inferiore della rocca, strutturata “a scarpa”, è in pietra, quella superiore in laterizio, tranne il puntone sud e il torrione est, realizzati interamente in pietra. La parte superiore è formata da quattro anelli divisi da cordoni e gli ultimi tre, dal lato nord, sono aggettanti... segue